Nel 2010 l'UNESCO ha inserito la Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. È stato il riconoscimento ufficiale di qualcosa che le comunità del Mediterraneo sanno da millenni: che il modo in cui si coltiva, si cucina e si mangia insieme è cultura, identità, storia. Nel dicembre 2025 l'UNESCO ha iscritto anche la cucina italiana, con un riconoscimento separato. A Milano, Modus porta avanti questa tradizione attraverso ingredienti, impasti e filiere.
Cos'è il Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO per la cucina italiana?
Il Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO riguarda pratiche, espressioni, conoscenze e abilità trasmesse di generazione in generazione. Per l'Italia i riconoscimenti legati al cibo sono due, distinti tra loro. Il primo è la Dieta Mediterranea, iscritta il 16 novembre 2010 con una candidatura condivisa tra più paesi, come insieme di pratiche sociali, riti e saperi legati all'alimentazione: dalla scelta degli ingredienti alla preparazione del pasto, dalla condivisione della tavola al ciclo delle stagioni agricole. Il secondo è la cucina italiana, iscritta nel dicembre 2025 con la candidatura «La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale».
Le comunità emblematiche della Dieta Mediterranea sono il Cilento per l'Italia, Soria per la Spagna, Koroni per la Grecia e Chefchaouen per il Marocco. Nel dicembre 2013 si sono aggiunte Agros a Cipro, Hvar e Brač in Croazia e Tavira in Portogallo. In questi luoghi la Dieta Mediterranea è ancora vissuta come stile di vita quotidiano. Il Cilento, con Pollica, è l'unica comunità emblematica italiana: a Pioppi, frazione di Pollica, ha vissuto per decenni, a partire dagli anni Sessanta, Ancel Keys, il fisiologo americano dello Studio dei Sette Paesi.
Perché la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall'UNESCO?
Il riconoscimento UNESCO del 2010 è arrivato per tre ragioni fondamentali. La prima è il valore nutrizionale e scientifico della Dieta Mediterranea: decenni di ricerca epidemiologica ne hanno dimostrato i benefici per la salute cardiovascolare, la longevità e la prevenzione di patologie croniche degenerative. La seconda ragione è culturale: la Dieta Mediterranea è un sistema di valori, convivialità, stagionalità, rispetto del territorio, che va ben oltre la composizione del piatto. La terza è ambientale: la dieta mediterranea è per definizione sostenibile, fondata su produzioni locali, biodiversità agricola e cicli naturali.
Nel Cilento il Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi (SA), creato dal Comune di Pollica, promuove la conoscenza di questo patrimonio e l'educazione alimentare mediterranea.
Qual è il ruolo del Cilento nel Patrimonio UNESCO della Dieta Mediterranea?
Il Cilento è la comunità emblematica italiana della Dieta Mediterranea, ed è il territorio dove Ancel Keys ha scelto di vivere per decenni. Il Cilento unisce una tradizione agricola millenaria, legumi, cereali antichi, ortaggi, olio extravergine di oliva, pesce azzurro, a un ecosistema protetto dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, riconosciuto esso stesso Patrimonio UNESCO nel 1998.
I prodotti che provengono da questo territorio portano con sé questa storia: i grani antichi coltivati dai Coltivatori Custodi del Parco, le alici di Menaica Presidio Slow Food, la mozzarella nella mortella, il miele di castagno, l'olio di cultivar Pisciottana. Ognuno di questi ingredienti è un nodo di una rete culturale e agricola che l'UNESCO ha ritenuto degna di protezione.
Come Modus Milano celebra il Patrimonio UNESCO ogni giorno?
Modus celebra il Patrimonio UNESCO ogni giorno, perché ogni giorno lavora con gli stessi produttori cilentani che incarnano quel patrimonio. Le pizzerie di Via Andrea Maffei e di Corso Magenta propongono due stili di impasto, con riposi tra 36 e 48 ore: la pizza contemporanea con farine Mulino Caputo di tipo 0 e tipo 1, e la pizza cilentana “come una volta”, con lievito madre e farina integrale macinata a pietra da grani autoctoni del Cilento. Pomodori e conserve arrivano da piccole realtà agricole del Cilento.
Le gastronomie Modus, in Corso Italia e Via Pirelli, propongono ogni giorno un menu che cambia seguendo le stagioni e i ritmi delle consegne dai produttori: la stessa cucina povera e autentica che per secoli ha nutrito le comunità cilentane è portata in tavola nel centro di Milano, senza mediazioni e senza compromessi sulla qualità. Presto questo approccio arriverà anche a casa tua.
Chi è Paolo De Simone e qual è il suo legame con la Dieta Mediterranea?
Paolo De Simone nasce a Pisciotta, nel Cilento. È qui che ha imparato a fare il pane con il lievito madre, a scegliere i cereali locali, a lavorare con i produttori che conosce per nome. Nel 2010 fonda Storie di Pane a Vallo della Lucania, panificio e bottega che è diventato il punto di riferimento dell'artigianato alimentare cilentano. Nel maggio 2022 apre Modus a Milano.
Il percorso di De Simone è stato riconosciuto istituzionalmente: il 17 novembre 2024, a Pioppi, è stato nominato Ambasciatore della Dieta Mediterranea nel Mondo. Ha ottenuto i Tre Spicchi del Gambero Rosso nella guida Pizzerie d'Italia e, ai Pizza Awards Italia 2025, è entrato tra i primi 50 d'Italia, al 37° posto. Più dei riconoscimenti conta la coerenza: Modus porta a Milano i sapori del Cilento insieme alla rete di persone, terre e pratiche che li producono.
Dove vivere l'esperienza della cucina UNESCO a Milano?
Chi vuole incontrare la Dieta Mediterranea nella sua forma più autentica a Milano ha a disposizione quattro indirizzi Modus. Le due pizzerie, Via Andrea Maffei 12 e Corso Magenta 25, propongono un menu che cambia seguendo le stagioni e i ritmi della filiera cilentana. Le due gastronomie, Corso Italia 42 e Via G.B. Pirelli 35, sono aperte per colazione, pranzo, aperitivo e asporto, con la cucina cilentana quotidiana cucinata ogni mattina. Presto aprirà anche la gastronomia di Via Colonnetta 5.
Per chi non è a Milano, gli stessi prodotti usati nelle cucine, selezionati direttamente dai produttori del Cilento, stanno per arrivare anche a casa.
Domande frequenti
Quando la cucina italiana è diventata Patrimonio UNESCO?
La cucina italiana è stata iscritta nel Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO nel dicembre 2025, con la candidatura «La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale». È un riconoscimento distinto dalla Dieta Mediterranea, iscritta nel 2010 con il Cilento come comunità emblematica italiana.
Qual è il collegamento tra Cilento e UNESCO?
Il Cilento è la comunità emblematica italiana della Dieta Mediterranea, patrimonio UNESCO dal 2010. A Pioppi, dove Ancel Keys ha vissuto per decenni a partire dagli anni Sessanta, il Comune di Pollica ha creato il Museo Vivente della Dieta Mediterranea. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è inoltre Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1998.
Chi sono gli Ambasciatori della Dieta Mediterranea?
Gli Ambasciatori della Dieta Mediterranea sono personalità nominate per il loro contributo alla promozione e diffusione del modello alimentare mediterraneo. Paolo De Simone di Modus Milano ha ricevuto il titolo il 17 novembre 2024 a Pioppi, dal Museo Vivente della Dieta Mediterranea, dal Comune di Pollica e da Legambiente, per il suo lavoro sulla filiera cilentana.
Come si distingue la cucina cilentana da quella napoletana?
La cucina cilentana condivide con quella napoletana alcune tecniche (impasti a lievitazione naturale, uso del pomodoro), ma si distingue per ingredienti: grani antichi locali, legumi, alici di Menaica, mozzarella nella mortella e olio di cultivar Pisciottana sono prodotti specifici del territorio cilentano.
